Pulp fiction

Pulp Fiction
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Logo del film
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1994
Rapporto2,35:1
Generenoir, gangster, thriller, commedia, drammatico
RegiaQuentin Tarantino
SoggettoQuentin Tarantino, Roger Avary
SceneggiaturaQuentin Tarantino
ProduttoreLawrence Bender
w:it:Produttore esecutivoDanny DeVito, Michael Shamberg, Stacey Sher
Casa di produzioneMiramax Films, A Band Apart, Jersey Films
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaAndrzej Sekuła
MontaggioSally Menke
Effetti specialiLarry Fioritto
MusicheAA. VV.
ScenografiaDavid Wasco, Charles Collum, Sandy Reynolds-Wasco
CostumiBetsy Heimann
TruccoMichele Bühler
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Poster del film

Pulp Fiction è un film del 1994 scritto e diretto da Quentin Tarantino e interpretato, tra gli altri, da John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman e Bruce Willis.

La pellicola rilanciò John Travolta, ormai in ombra da anni,[1] e consacrò la giovane e già quotata Uma Thurman.[2] Le interpretazioni di entrambi meritarono una candidatura all'Oscar rispettivamente per miglior attore protagonista e miglior attrice non protagonista. Anche Samuel L. Jackson ricevette la candidatura come miglior attore non protagonista.

Il film si aggiudicò inoltre la Palma d'oro al festival di Cannes del 1994 e permise a Tarantino e Roger Avary di ottenere il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995, su ben 7 candidature, tra cui oltre a quelle già citate, quelle a miglior film, miglior regista e miglior montaggio.

Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al novantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[3] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al novantaquattresimo posto.[4] Lo stesso istituto l'ha inserito al settimo posto nella categoria gangster.[5]

Trama

 
Wolf, Vince e Jules

Riallacciandosi allo schema già sperimentato con Le iene, le vicende di Pulp Fiction non seguono un ordine cronologico ma si snodano in tre episodi che si avvicendano mutualmente, tali da costruire una sorta di percorso circolare, del quale prologo ed epilogo si hanno ad inizio giornata, presso lo Hawthorne Grill, una caffetteria di Los Angeles.

A colazione - Parte 1

Una giovane coppia di rapinatori e amanti, Zucchino (Ringo) e Coniglietta (Yolanda), stanno architettando il loro prossimo colpo, quando, su iniziativa di lui, decidono di operare proprio nello stesso locale in cui si trovano.

Vince e Jules

La scena si sposta a bordo di un'auto, dove due malavitosi in abito scuro, Vincent Vega e Jules Winnfield, si dirigono di buon'ora a recuperare una misteriosa valigetta del loro capo Marsellus Wallace sottratta da alcuni giovanotti, che essi recuperano dopo averli uccisi ma non prima che Jules abbia recitato un fittizio passo della Bibbia[6]:

(EN)

«Ezekiel 25:17. The path of the righteous man is beset on all sides by the iniquities of the selfish and the tyranny of evil men. Blessed is He who in the name of charity and good will shepherds the weak through the valley of darkness, for He is truly his brother's keeper and the finder of lost children. [begins pacing about the room] And I will strike down upon thee with great vengeance and furious anger thosewho attempt to poison and destroy My brothers. And you will know My name is the Lord when I lay My vengeance upon thee.»

(IT)

«Ezechiele 25.17. Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.»

I due raggiungono quindi il loro capo Marsellus nel suo locale, mentre quest'ultimo sta istruendo Butch, un pugile prossimo al ritiro, di perdere il suo prossimo incontro. Vincent, su richiesta del boss, deve portare in giro sua moglie Mia la sera dopo.

Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace

Prima dell'appuntamento con Mia Wallace, Vincent Vega acquista eroina di ottima qualità dal suo spacciatore di fiducia, Lance. Cenando presso un centralissimo locale kitsch a tema anni cinquanta (il Jack Rabbit Slim's), i due iniziano a conoscersi meglio, spaziando da argomenti banali a temi quasi filosofici, fino a farsi coinvolgere in una gara di twist scatenandosi sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry.

Tornati felicemente a casa, Vincent, consapevole delle spiacevoli conseguenze di una mancanza di rispetto nei confronti di Marsellus Wallace, si ritira in un bagno per sottrarsi alle attenzioni di lei, visibilmente interessata. La donna, cercando un accendino nella giacca di Vincent, trova il sacchetto di eroina acquistata da Lance e, ritenendola cocaina, la inala finendo in overdose. Vincent, vistosi spacciato, decide di portarla in casa di Lance, il quale seppur riluttante suggerisce di praticarle una disperata iniezione intra sternale di adrenalina. In una tesissima situazione tragicomica, tra urla e battibecchi, Vincent riesce a praticarle la difficilissima iniezione e salvarle la vita. Conclusa la disavventura, Vincent riaccompagna la ragazza a casa ed entrambi giurano di tacere a Wallace i particolari scabrosi della serata[7].

L'orologio d'oro

In un flashback negli anni settanta, un reduce della guerra in Vietnam si reca a casa del piccolo Butch Coolidge per comunicargli della morte di suo padre prigioniero e consegnargli un orologio d'oro appartenuto alla famiglia di lui per generazioni. Nel presente è il pugile destinato a perdere per disposizione di Wallace ma egli fa il doppio gioco, scommettendo a proprio favore e mettendo al tappeto lo sfidante, che addirittura muore nell'incontro. Butch fugge in taxi con la colombiana Esmeralda Villalobos facendosi condurre sino al motel dove lo attende Fabienne, la sua fidanzata.

La mattina seguente la coppia sta per partire per la città natale di Butch, Knoxville in Tennessee, secondo i piani, ma si scopre che la donna ha dimenticato l'orologio d'oro paterno. Butch, dato l'enorme valore affettivo e pur consapevole degli enormi rischi, decide di tornare nel proprio appartamento per recuperarlo.

L'appartamento appare deserto, e Butch, compiuto il recupero, si concede una breve colazione, ma nota una mitraglietta con silenziatore e la impugna perplesso. Pochi istanti dopo vede uscire dal gabinetto Vincent Vega. I due si ritrovano attoniti faccia a faccia, quando Butch, spaventatosi per un rumore improvviso (lo scatto del tostapane), spara ed uccide il killer.

Durante la fuga in auto, a un semaforo, Butch s'imbatte proprio in Wallace, investendolo, per poi rimanere coinvolto in un incidente con un'altra auto nell'incrocio, restando tramortito. Rimessisi entrambi faticosamente in piedi, Wallace insegue Butch fino a raggiungere un negozio di pegni gestito da un certo Maynard. Qui Butch sta per uccidere Marcellus, ma Maynard lo ferma, stordisce entrambi e chiama una guardia giurata, Zed.

Maynard e Zed, che si rivelano dei sadici stupratori omosessuali, decidono di violentarli a turno. Scelto Wallace per primo, Butch resta da solo legato a una sedia, riesce a liberarsi ma fuggendo ritiene più opportuno salvare Wallace, così si arma di una katana del negozio, torna nello scantinato ed uccide Maynard, per poi lasciare Zed nelle mani di Wallace. Il boss, per ricambiare, perdona Butch a patto che questi lasci Los Angeles per sempre e non faccia menzione ad alcuno dell'atroce disavventura. Ancora gravemente ferito, Butch fugge infine con Fabienne sul chopper di Zed.

La situazione di "Bonnie"

La scena torna nell'appartamento della prima parte. Vincent e Jules hanno appena ucciso due dei tre ragazzi quando a sorpresa esce dal bagno un quarto uomo che spara su di loro un intero caricatore senza però neppure sfiorarli. Ucciso costui, i due intraprendono una "discussione teologica" sul significato di miracolo e al contempo portano via l'unico superstite, il nero Marvin.

In auto Vincent, mentre discute con Jules, si volta verso Marvin chiedendogli la sua opinione, ma negligentemente parte un colpo di pistola che prende l'ostaggio in pieno volto. Con la vettura macchiata di sangue i due si ritrovano nei guai fino al collo, sicché si rifugiano fortunosamente nella vicina villa di un amico di Jules, l'isterico Jimmie Dimmick, il quale, più che inorridirsi del cadavere, si preoccupa delle spiacevoli conseguenze per l'arrivo di sua moglie Bonnie, prossima a rincasare dal turno notturno di infermiera. Jules assicura il padrone di casa di poter risolvere tutto e così telefona a Wallace, il quale gli invia rapidamente sul luogo il cinico e misterioso Mr. Wolf.

Grazie al sangue freddo e agli efficienti metodi di costui, l'auto viene ripulita e i due killer si ritrovano lindi dopo soli trenta minuti. La vettura viene condotta nel deposito per autodemolizioni di un certo "Mostro Joe", sicché Wolf riparte con la figlia del rottamatore, sua amica, lasciando i due a piedi, in tenuta balneare, e con la valigetta, come appaiono nella scena del locale di Wallace.

A colazione - Parte 2

Desiderosi di fare colazione, Jules e Vincent raggiungono l'Hawthorne Grill, riprendendo la discussione sul miracolo e l'intento del primo di abbandonare la malavita, ma ben presto si trovano coinvolti nella rapina di "Zucchino" e "Coniglietta". Mentre Vincent è di nuovo in bagno (come lo si trova sovente durante il film), Jules, pur di salvare la preziosa valigetta, finge di assecondare il rapinatore, per poi metterlo in scacco puntandogli contro la propria arma. "Zucchino" non ha scelta: desiste ascoltando il sermone biblico di Jules che significativamente lo invita ad abbandonare la vita criminale e s'accontenta del denaro che Jules gli lascia quanto contenuto nel suo portafogli (riconosciuto grazie a una frase ingiuriosa scritta su di esso: “bad mother fucker”). I due rapinatori si congedano e i killer riescono finalmente a terminare il proprio lavoro.

La questione di Ezechiele 25:17

Una delle scene risalenti del film è quella in cui il protagonista, Jules Winnfield, recita quello che egli indica come un versetto biblico, facendo riferimento al libro del profeta Ezechiele al capitolo 25, versetto 17 (vedi sopra § Vince e Jules). Il regista Quentin Tarantino ha mutuato questo riferimento dal film Karate Kiba (un film di arti marziali del 1976, diretto da Simon Nuchtern, con Sonny Chiba). Ma si tratta di una citazione biblica vera? Vediamo il testo originale nella Bibbia:

L'ultima parte della citazione proposta da Jules è molto simile al testo di Ezekiele 25,17, mentre la prima parte è un intreccio di linguaggio semi-biblico con possibili riferimenti ad altri versetti, per esempio dal Salmo 23:

L'espressione pastore del fratello potrebbe richiamare l'espressione usata da Caino quando interrogato riguardo al fratello Abele:

  1. John Travolta, la Repubblica. URL consultato il 4 giugno 2014.
  2. Uma Thurman, su filmscoop.it. URL consultato il 4 giugno 2014.
  3. (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  5. (EN) AFI's Top 10 Gangster Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  6. rispondente al testo solo nella seconda parte, mentre la prima è di pura invenzione
  7. Mia, ex attrice televisiva di una serie mai partita, si congeda con una stupidissima barzelletta che avrebbe dovuto recitare, tradotta in modo diverso nella versione italiana.